venerdì 21 marzo 2008

Visita al Sacco

Eccoci di nuovo qui, alla mia periodica visita all'Ospedale Sacco, l'appuntamento fisso, il mio tagliando semestrale, un tagliando che durerà per tutta la vita.
E' l'unico momento (quindi ogni sei mesi) in cui io mi ricordo di essere una malata cronica, di avere una malattia immunodepressiva, quante parolone, eppure quando ho scoperto di avere questa malattia, 2 anni fa, mi è un crollato il mondo addosso.
Mi dicevo, "ma come io a 34 anni? Una malattia per la quale non c'è cura, ma come è possibile", ci è voluto un prima che reagissi alla cosa, e forse devo ammettere di aver reagito nella maniera sbagliata, ora cerco di dimenticare di averla questa malattia.
Anche se sono costretta a farlo ogni sei mesi per gli esami del sangue che mi toccano, e per la visita subito dopo.
Arriverà il giorno in cui riuscirò a convivere con questa malattia più serenamente, per ora quel giorno non è ancora arrivato.
Nel mio far finta di niente, spero sempre di non avere mai la famosa "fase acuta", che per ora non ho mai avuto l'onore di provare, e spero di non avere mai.
Adesso archiviamo questa visita per altri 6 mesi, la prossima sarà il 18 settembre.

Colite Ulcerosa

La colite ulcerosa e' caratterizzata da uno stato infiammatorio a carico della mucosa (il rivestimento interno) del grosso intestino, con arrossamento, fragilità e vere e proprie ulcerazioni. La malattia colpisce sempre il retto e può coinvolgere anche i tratti intestinali a monte, limitandosi al solo colon sinistro o estendendosi sino al trasverso e al colon ascendente. Quando e' interessato l'intero colon si parla di pancolite.
L'esordio della malattia può essere subdolo (episodi di diarrea saltuaria, crampi addominali) o violento, con diarrea sanguinolenta o emissione di sangue dal retto anche senza feci, febbre, dolori addominali.
L'intensità dello stato infiammatorio e l'estensione della malattia determinano la gravita' del quadro sintomatologico. In alcuni pazienti la malattia alterna fasi acute a fasi di remissione,durante le quali i sintomi possono sparire completamente. In altri casi vi e' la persistenza,nel tempo, di disturbi modesti,ma continui.
Complicanze intestinali della colite ulcerosa sono perforazioni, emorragie massive ed il cosiddetto "megacolon tossico" uno stato di grave paralisi e dilatazione del colon, spesso indotto dall'uso incongruo di antispastrici intestinali.
Nelle forme di colite ulcerosa estesa che perdura da oltre 7-10 anni vi e' un aumentato rischio di evoluzione della malattia verso lo sviluppo di un cancro del colon, per cui e' importante la sorveglianza mediante esami endoscopici periodici con controllo istologico.
La diagnosi di malattia si pone mediante la colonscopia, corredata da biopsie multiple per l'esame istologico. Nelle fasi acute gli esami di laboratorio mostreranno aumento degli indici infiammatori (VES, leucociti, proteina C reattiva etc).
La terapia medica si avvale principalmente dei derivati del 5-ASA (Mesalazina etc), che hanno ormai quasi completamente sostituito la vecchia Sulfasalazina. La Mesalazina si può somministrare sia per bocca che per via rettale (clismi,schiume,supposte etc) a seconda della localizzazione della malattia ed e' utilizzata sia in terapia di attacco nelle forme ad intensità lieve-moderata, che come terapia di mantenimento a lungo termine.
Nelle fasi acute di malattia e' necessario ricorrere per periodi limitati di tempo ai cortisonici, o per via orale o, se necessario, per via endovenosa.
Nei pazienti resistenti ai cortisonici o che recidivano ogni qual volta il cortisonico venga sospeso (cosiddetti soggetti steroido-dipendenti) e' opportuno ricorrere ai farmaci immunosoppressori (Azatioprina, 6-Mercaptopurina etc) che,se efficaci, vanno somministrati per anni.
La terapia chirurgica in urgenza e' indispensabile nelle forme fulminanti o complicate da megacolon tossico che non rispondono al trattamento medico, nelle perforazioni e in caso di segni di evoluzione maligna all'esame istologico.
Trattamento chirurgico in elezione e' per lo più riservato ai casi in cui vi siano recidive frequenti, sintomi invalidanti e in generale insoddisfacente risposta alla terapia medica.
La asportazione totale del colon con risparmio del retto e' oggi praticata sempre più raramente ed anche l'intervento radicale (proctocolectomia) con confezionamento di ileostomia permanente tende ad essere abbandonato in favore della proctocolectomia restaurativa.
Questa evita di ricorrere all'ileostomia, mediante confezionamento di una tasca (pouch) con tessuto prelevato dall'ultimo tratto dell'intestino tenue (ileo) che svolge le funzioni del retto asportato.

2 commenti:

Moni ha detto...

Lo sai come la penso...a questo riguardo!!!

Paul ha detto...

Lo sò come la pensi...
Forse se mi prendessi un bello spavento..:-)
Scherzo, preferisco arrivare alla mia serenità senza spaventi.