giovedì 10 luglio 2008

Assente...

ecco questa è la definizione giusta per me oggi...
Non ho un pensiero preciso che mi rende così assente oggi, solo che mi rendo conto che accanto a me la gente mi parla e io non riesco a sentirli.
Mi è tornato i mal di testa...non è un buon segno, non ho più il mal di stomaco e mi ritrovo ad avere mal di testa?
Ieri è arrivata la decisione dei giudici sul caso di Eluana Engaro, la ragazza in coma dal 1992 dopo un incidente stradale...mi ha colpito, o meglio è un caso che mi aveva già colpito anni fa e che è tra i miei pensieri.
Oggi, dopo un anno dalle due settimane di coma vegetativo del mio papi mi accorgo di aver rafforzato il mio pensiero, non è vivere, stesi su un letto, con una cannetta nel naso, con una macchina che ti fa respirare...NO NON E' VITA, non è la vita come la intendo io.
Quella fatta di sorrisi, e di lacrime, quella fatta di persone intorno con cui poter parlare, ridere, arrabbiarsi e fare pace, mani da stringere, rumori da sentire, il proprio nome chiamato, la vita che intendo io è fatta di persone con cui avere uno scambio...non che ti guardano seduti accanto a te, spesso piangendo fino a quando poi le lacrime finiscono.
Ne ho parlato con Fabio...io non voglio vivere in quel modo, se mai succederà qualcosa di simile, io voglio che si batta per staccare tutto quello che di artificiale mi terrà in vita...
Che vita sarebbe la sua? Quella di Niccolò e Paolo?
Me lo ricordo bene il momento in cui ci hanno detto che mio papà era in coma vegetativo...ma che vita era la sua, la nostra...
Lo so che poi ci sono anche i miracoli (il mio papi è uno di quelli)...ma quella povera ragazza è così dal 1992, ma ci pensate a quello che significa...?
Ha ragione il suo papà... è morta 16 anni fa, può essere terribile da pronunciare una frase così, ma quello steso su quel letto d'ospedale è solo il suo corpo, dentro la sua vita è sparita, è volata via, dimenticando il suo corpo su quel letto...

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